Mi ritrovo qui, finalmente mi sono convinto che finchè non butto giù il casino che ho in testa, nulla mi sarà più chiaro. E alla fine di tutto questo, nulla mi sarà chiaro, anzi sarà sempre lo stesso schifo, sempre più incasinato, ma a me sta bene così. Io sopravvivo, guardo la vita da un vetro appannato e mi sta bene. Ma solo di giorno.
E’ la notte il momento in cui i pensieri si accavallano, cozzano tra loro, lottano, nessuno vince, ma si fanno tutti molto male.
Terribile sensazione di instabilità.
Terribile sensazione di inadeguatezza.
Quest’anno si sta chiudendo e l’inizio di uno nuovo non cambierà nulla.
Si continuerà a lottare, come ogni giorno, contro problemi più grandi.
‘Ogni tanto è il caso di pensare un po’ a noi stessi’, mi è stato detto. Quanto è vero, e quanto sarebbe bello poterlo fare liberamente. Ma non ci riesco, sono stato montato al contrario.
Ingenuo, incosciente, suscettibile, irritabile, logorroico, timido, lunatico, solo alcuni di quella lunga lista che sono i miei difetti.
Per ogni pregio ho 1000 difetti. E contando che i miei difetti sono all’incirca 2000, non è difficile fare i conti.
Eppure sono così fiero di quello che sono.
How come?, somebody say.
Non lo so, forse non lo sarò mai.
Rileggendo, per cercare un filo, non lo trovo. Forse perchè non è più come una volta, non è più ‘rovesciare’ il secchio di me su un blog, ma è annaffiare, spruzzare un po’ e poi tirarmi indietro.
Nessuno mi ha mai chiesto di cambiare, espressamente. Eppure molti lo hanno preteso.
Io sono cambiato: volevo farlo, volevo e voglio tutt’ora tenermi accanto le persone per me più importanti.
Ma è davvero così giusto?
Eppure non troverò mai persone che mi accettino per come sono.
Anche perchè è così difficile essere.
Ormai è una vecchia filastrocca: siamo maschere, maschere ovunque. Non ci mostriamo mai a 360°, neanche a noi stessi.
Forse è questo l’unico posto in cui riesco ad essere, il mondo della scrittura.
Ogni tanto mi chiedo se i miei grandi avevano questi trip assurdi. E soprattutto mi chiedo: cosa mi direbbero adesso?
Ma loro stanno in silenzio, come tutti gli altri.
Qui ci sono io, e basta.
Il problema è che sto smettendo di sperare. Sto smettendo di credere. Sto smettendo di sentire.
‘L’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente..’
E’ terribile quando vieni sopravvalutato. E’ terribile quando gli altri hanno un’idea di te distorta, modificata.
Forse tu gli mostri quello che vorresti essere. Gli mostri i 360° come vorresti che fossero tu.
Ma i gradi sono solo 180°. Alcuni si arrendono e restano in superficie.
Chi scava, chi ha il coraggio di farlo, arriverà. Arriverà a 300°, forse.
Quei 60° non saranno mai accessibili a nessuno.
Ognuno ha grandi segreti.
Siamo nati per essere misteriosi. Siamo nati per la segretezza.
Purtroppo sono un mistero anche per me stesso. Che destino terribile per noi pipponi mentali.
Le 2.22. Un’orario che mi perseguita. Le 22.22. Un’orario che mi perseguita.
Cosa cerchi di dirmi?
Tensione dentro e fuori.
Frase del giorno: ‘e fattela na risata!’