E io che credevo di aver rotto una diga. Io l’avevo crepata quella diga.. E non sono certo di averla distrutta del tutto. Un impeto incredibile, forse dato anche dal film fantastico che ho visto questa sera.
Ma partiamo dal principio.. Oggi mi sono sentito dire ‘stupido’ un’altra volta. Cavolo, eppure oggi ero tra supersecchioni a ritirare un premio (pfh! figurati, un premio!) per supersecchioni. Ma non è per questo che dissentirò dall’appellativo a me appioppatomi quest’oggi come in tantissimi altri giorni della mia vita (magari con sfumature più o meno colorite). Vorrei solo correggere coloro che mi definiscono stupido: io non sono stupido, sono distratto. Esatto, è proprio così. Non per niente perdo qualsiasi cosa, telefono, iPod, credo di aver perso la bicicletta e invece non son venuto in bici, tutto frutto della mia distrazione.
Perchè sono così distratto? Perchè fantastico. Nel senso di fantasticare, non fraintendetemi (o meglio, non prendetemi per stupido). Io fantastico. Fantastico su qualsiasi cosa, su chiunque, su me stesso e gli altri, sugli altri, su un altro, su un’altra, su di me, su di te. Su tutto.
E’ questo che mi ha sempre fatto pensare di poter essere in grado di scrivere: il fatto di avere i miei occhiali per vedere le cose. La mia noiosissima vita è sempre un’avventura per me. Non nel viverla, ma nel raccontarla. Questo è quello che credo di essere capace di fare: raccontare. Una noiosissima premiazione diventa comunque occasione per esagerare, ingigantire, travisare, interpretare, render mio ciò che è stato. Sono uno scrittore? No, certo che no! Scrivo, amo farlo, ma questo non fa di me uno scrittore! Questo fa di me una persona con una passione.
E questa passione nasce dal fatto che sono ‘stupido’.
E questo è bellissimo.
Voglio Parigi.
Voglio sentirmi immortale per un attimo, con te.
Notte brava gente,
Dani
