BAM, pugno sul tavolo.
Volevo attirare l’attenzione. Così, tanto per fare.
Sono alla ricerca di un po’ di sonno: ormai è routine, nella solitudine della stanza.
Quasi non so che scrivere, ma poi mi fermo un po’ a pensare e sento qualcosa che bussa.
Guardo le mie dita, fresche di doccia bollente, muoversi sulla tastiera, tamburellare tre q e p.
No, il pensiero è passato, come un nonnulla. Ho cercato di trattenerlo troppo tempo tra le mie dita.
Così ha scelto di volare. A volte credo che la scrittura tiri fuori il lato peggiore di me, che mi faccia
sembrare triste oppure infelice. Forse è vero, forse no, ma ogni volta che scrivo è perchè sento di
dover sbrogliare un nodo. Un nodo in gola, che mi dia un po’ di pace, almeno per qualche
minuto, tanto per.
Ma non c’è quasi più speranza, i pensieri gridano.
Dani