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Brusco, I sogni e le idee

C’è chi crede solamente al business

Ma sto mondo qua e’ pieno de stress
Cio’ non fa per me e lo sai perche’?
Credo nei sogni e nelle idee…

Chiedo un piccolo time out a sto grigiore
Per vedere com’e’ fuori stamattina se c’e’ sole
Oggi cerco un tocco de colore
Per la fantasia che ogni giorno in questo mondo muore

RIT:
Qualsiasi cosa accada a me, vada come vada c’e’
Un uomo e la sua strada che e’ fatta de sogni e de idee
Qualunque cosa accada a me, vada come vada c’e’
Un uomo e la sua strada che e’ fatta de sogni e de idee

BRIDGE:

(uoooi) Chiudo gli occhi e m’abbandono, cerco una parte del tutto che sono
(uoooi) Se me sento triste o solo, sento sto ritmo che me rimette a nuovo
(uoooi) Senza le idee cos’e’ un uomo? Solo un involucro che dentro e’ vuoto
(uoooi) Tengo per me cio’ che provo, se cerco conforto qua dentro lo trovo

RIT…

Troppe lotte ogni giorno, troppe guerre su sto mondo ce so
Ma io non me nascondo no
Vado armato solamente dei sogni che ora in mente c’ho
E de quelli che domani faro’
Niente me scarfisce come il mare, come na montagna
Manco il fuoco se me brucia l’acqua se me bagna
La gente che se lagna de cio’ che guadagna
Quando qua ce sta chi manco magna
Vorrei lasciar qualcosa su sta terra prima di andar via
Per questo coi fratelli cerco l’armonia
Con la posse qua al mio fianco famo na magia
Con le rime chiuse in una melodia

RIT…

Sogni e speranze danno felicita’, nuove idee per la creativita’
N’alternativa a sta realta’, fatta de lotte e di rivalita’
Solo un sostegno per chi sta un po’ giu’, chi soffre e nun ce la fa piu’
Anche nell’era della TV, se guardo su io mi perdo nel blu

Ora

Questa sera non era destino.

Sono tornato da un ritiro WOW ma stancante. Ho deciso comunque di prendere il treno per andare a Cuneo, volevo dormire in tranquillità, non avevo voglia di alzarmi domani mattina per andare a Porta Nuova.. Arrivo alle 18 circa, mi giro, mi rigiro e si fanno le 19.15. Cribbio, un quarto d’ora e c’è il treno! Controllo: ce n’è uno alle 20, fiuu! Di corsa preparo la roba, mi vesto al buio, getto oggetti in terra a casaccio. Tra questa frenesia, un attimo di pausa davanti al mio mobile: “computer? Preso. Libri? Presi. Quaderni? Presi. Soldi? Presi. Fazzoletti? Presi. Cosa cavolo manca? Ah, forse questo libro!”. Mi intasco il libro (“il liberalismo è di sinistra”, consiglio di un’amica) e scappo via. Arrivo alla fermata scalpitante, prendo il 68 che passa praticamente subito (miracolo..). Arrivo a Porta Nuova. Cazzo. Le chiavi di casa. Non potrò mai prendere QUESTO treno. Rassegnato, torno a casa su un fulmineo 57 (almeno quello..). Entro, cerco le chiavi. Oh già, le mie chiavi le ha la mia coinquilina! E domani come entro, dato che lei non viene? Trovata una soluzione a questo problema scopro che fino alle 21 c’è sciopero dei treni: che favola! Era destino che io rimanessi a casa questa sera..

Parlando del ritiro.. Che storia. Ho davvero aperto gli occhi, o forse ho solo cambiato modo di vedere certe cose, ho giocato con me, con me e con gli altri, ho riflettuto con loro, in un ambiente sereno, più che vivibile, tranquillo, familiare.. Pur essendo il tema “il vuoto” mi ha lasciato il cuore più che pieno, ma pieno non ingombrante, pieno bello. Pieno vero..

Esperienze che tutti dovrebbero fare, ma che purtroppo non tutti fanno.

Dani

Life

Life is a sacrifice don’t lose your way, keep it shining and blessing.. And when the devil tries to push you away, resist him.. Oh life..

È normale la vita è un’occasione, può dipendere tutto da una sola decisione.

Boomdabash

Se morissi lunedì, Bassi Maestro & Babaman

Rit.
Se Morissi Lunedì resta poco tempo
Devo organizzarmi senza andare in sbattimento
Restano minuti, ore, solo pochi giorni
Se morissi lunedì ora ti dico che farei
Se Morissi Lunedì resta poco tempo
Devo organizzarmi senza andare in sbattimento
Restano minuti, ore, solo pochi giorni
Se morissi Lunedì…

Babaman:
Se morissi lunedì non starei poi tanto calmo
farei in modo di cantare almeno sette album
ingraviderei le più fighe tra le fan
per lasciare un minimo di segno del mio passaggio
forse può sembrare poco saggio
ma devo fare in pochi giorni tutto quello che non ho fatto mai
mi cappotterei con il camion
nel tentativo di tenerlo su due ruote tipo Stantai
e poi mi prenderei il biglietto
per Jamaica dove quando arrivo so che schiatto
quello che era in mio potere ormai è stato fatto
e sotto un sole caldo..aspetterei lunedì
e poi mi prenderei il biglietto
per Jamaica dove quando arrivo so che schiatto
quello che era in mio potere ormai è stato fatto
e sotto un sole caldo..aspetterei lunedì

Rit.

Vacca:
Resta davvero poco tempo, non sò cosa farò
probabilmente andrò
a fare un giro in centro e lascerò
il cellulare spento sul comò
camminerò fin quando inciamperò
tu non sai ancora che mi lascieraì
che mai più nella vita tua mi rivedrai
che mai più questa voce ascolterai
non puoi capire ciò che sento ora che sò
che da questo lunedì nemmeno penserò
saluterò mia madre ma non le dirò
ci rivedremo presto ma la abbraccerò
ringrazierò i randagi per l’appoggio dato
l’amore che in battaglia han sempre dimostrato
poi andrò di fronte al mare con l’ultimo spliff
annegherò prima che venga lunedì

Rit.

Bassi Maestro:
yeah, se morissi lunedì mattina
passerei il tempo che mi resta con la mia bambina
mi è stato detto che non c’è una medicina
che la morte arriva prima per quelli là su in cima
metterei al sicuro
la mia famiglia e giuro
che vendicherei ogni torto e presa per il culo
se morissi lunedì
avrei tre giorni per venirvi a prendere e arriverei fino a lì
non preoccuparti
organizzerei un party
solo per veri amici solo coi veri grandi
se avessi ancora tempo
un concerto in pieno centro
per celebrare la fine di un mito del tuo tempo
saluto qualche fan, stringo qualche mano
lunedì con me muore anche l’ hip-hop italiano
non preoccuparti per te resta una dedica
io parto lunedì ma ti faccio fuori domenica

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Cordis

Penso che al mattino le corde del
nostro cuore siano particolarmente suscettibili. Qualsiasi cambiamento, uno sguardo, una parola, nuvola più nuvola meno, il piede con cui scendi dal letto, i minuti a cui è arrivato l’orologio quando lo guardi, è significativi più che in qualsiasi altro momento della giornata.
Alla fermata si avvicina un signore di circa 40, qualche breve battuta: “hai l’accendino?”, io, che non fumo ( e che se probabilmente fumassi non ce l’avrei mai dietro ), gli rispondo negativamente. Mi chiede gentilmente se può conversare con me e sedersi al mio fianco. Mi chiede due cose e sta a sindacare sul fatto che la mia scelta universitaria è inflazionata più che mai.
Ora è il mio turno: “tu? Che fai? Che pullman aspetti?”. Lui non aspetta il pullman, aspetta che apra il bar. Perché lavora li? Perché ama bere fino al mattino? Non so.
È arrivato il 68

La differenza tra me e te (Tiziano Ferro)

La differenza tra me e te
Non l’ho capita fino in fondo veramente bene
Me e te
Uno dei due sa farsi male, l’altro meno
Però me e te
E’ quasi una negazione.

Io mi perdo nei dettagli e nei disordini, tu no
E temo il tuo passato e il mio passato
Ma tu no.
Me e te, è così chiaro
Sembra difficile.

La mia vita
Mi fa perdere il sonno, sempre
Mi fa capire che è evidente

La differenza tra me e te
Poi mi chiedi come sto
E il tuo sorriso spegne i tormenti e le domande
A stare bene, a stare male, a torturarmi, a chiedermi perchè.

La differenza tra me e te
Tu come stai? Bene. Io come sto? Boh!
Me e te
Uno sorride di com’è, l’atro piange cosa non è
E penso sia un errore.

Io ho due tre certezze, una pinta e qualche amico
Tu hai molte domande, alcune pessime, lo dico
Me e te, elementare
Da volere andare via.

La mia vita
Mi fa perdere il sonno, sempre
Mi fa capire che è evidente
La differenza tra me e te.
Poi mi chiedi come sto
E il tuo sorriso spegne i tormenti e le domande
A stare bene, a stare male, a torturarmi, a chiedermi perchè.

E se la mia vita ogni tanto azzerasse
L’inutilità di queste insicurezze
Non te lo direi.
Ma se un bel giorno affacciandomi alla vita
Tutta la tristezza fosse già finita
Io verrei da te.

Poi mi chiedi come sto
E il tuo sorriso spegne i tormenti e le domande
A stare bene, a stare male, a torturarmi, a chiedermi perchè.

La differenza tra me e te
Tu come stai? Bene. Io come sto? Boh!
Me e te
Uno sorride di com’è, l’altro piange cosa non è
E penso sia bellissimo
E penso sia bellissimo.

Che fare?

Quella stupida sbarretta mi guarda, lampeggiando, alla fine del messaggio. La fisso, sta così, spavalda, dopo quella parola, breve ma piena di significato. Passano quelli che a me sembrano anni, lo schermo non è più retroilluminato, alla fine si spegne, e il messaggio resta lì, fermo, senza essere inviato.

Che fare?

Sorridere sempre

Sorridere sempre
Ostinatamente
L’ottimismo serve
E’ quella spinta in più

Se il volto si accende
A volte é importante
Il mondo si arrende 
Se sorridi tu 

Abbasso i malinconici
Il pianto dei nostalgici
I pessimisti cronici
E chi non si ama più

La vita cambia 
Se c’é chi cambia 
Tira fuori la grinta 
Un bel respiro tu 
Rispondi a quei probelmi 
Con la serenità 
La forza di un sorriso 
Il tuo segreto
E’ qua

Più slancio ai desideri
Ai sentimenti veri
Sali fin dove arrivi
Ma non fermarti la’
Risparmiati una lacrima 
Per la felicità

Sorridere sempre
Coraggiosamente
Bisogna avere fede 
Pazienza ed ironia 
Sia affannano gli uomini
Si arrabbiano e disperano
Ma se la luce incontrano
Chi li ferma più

La vita é tanta 
che ti spaventa 
Vita che ti conquista
Se l’assaggi tu

Ti provoca
Ti accende
Ti sbatte qua e la’
Inventala
Difendila
Lei ti ripagherà

Seguiamo quel sentiero
Intoniamoci al coro
Leggeri quei pensieri
Più rilassati noi
Sorridimi sorridimi 
Non ti fermare mai 

Sali fin dove arrivi
Che poi ti sostengo io
Sorridere per vincere
E qui il segreto mio
Sorridere sempre

E sorridiamo va, sorridiamo.. Almeno ci si prova!

GRAZIE :)

Un po’ di rabbia

E’ sera. Come al solito, viaggio. Ma stasera viaggio un sacco, sarà l’antibiotico in corpo (oggi ho tolto il dente del giudizio), sarà il periodo che sto attraversando, eppure mi rendo conto che non riesco a non immergermi in trip assurdi.

Non sto bene, affatto, ma questo deve cambiare. Posso provare, cercare, tentare di sorridere, ma è logico che non è facile. Voglio passare oltre, sarebbe bello che tutto fosse come il dente del giudizio, lo tolgono, stai un po’ male, prendi qualche antidolorifico, qualche antibiotico, ma dopo una settimana ti tolgono i punti e il peggio è passato. E invece no, invece ti trovi a leggere vecchi messaggi, ti ritrovi a leggere lettere di anni fa in cui quando scrivevi “non posso dire che sarà per sempre, ma lo spero” lo speravi davvero. Rileggi di vecchi momenti di difficoltà, ormai superati, dove le parole facevano davvero male.

Ma erano, appunto, solo parole. Le parole sono tutto, ma allo stesso tempo niente. Sono un po’ come il vento in cui si disperdono, smuovono case o sono impercettibili, eppure ci sono e a volte fanno male.

Quando non ci sono più, che ci si preoccupa davvero.

Si cerca di essere forti, perchè nella vita si cambia, cambiano tutti, e a volte si cambia talmente tanto che si crea un abisso tra due persone un tempo legate.
Magari fossero vecchi volti che ormai vedi soltanto in foto. Invece no, è una costante.

Ma questa volta col cazzo che faccio il passo indietro. Sono testardo, orgoglioso ma sono sempre stato capace di mettere tutto questo da parte per qualcosa che reputavo importante. Quando tutto questo perde importanza, lì non è più il caso di impegnarsi o sacrificarsi. Quando tutto questo è importante solo per me, lì, lì deve proprio passare.

Dicono che nella vita tutto il male che si fa alle persone si paga, ma non pensavo che il tasso di interesse fosse così alto.

Sa, è ora di chiudere questo capitolo, andare avanti a testa alta e permettersi solo qualche sbandata ogni tanto; esce ancora un po’ di sangue da una ferita ancora aperta. Sono cicatrici che si rimarginano, con difficoltà, ma ci riescono anche loro.

E come ogni volta, la sfiga non viene mai da sola ma è sempre accompagnata da quelle sue stronze di amiche quali insoddisfazione, delusione, tristezza, amarezza, sfiducia e chi più ne ha, bè, più ne metta.

Per ora la sorella più prepotente è la rabbia, oh si, quanta.

Stampiamoci un sorriso sulle labbra e tutto andrà meglio. Magari dovrei tatuarmelo, così eviterei di dare spiegazioni

Dan

Per tenere il buono e girar pagina.

Questa è la storia di due piccoli sassi.
Due sassi molto simili, nati sulle stesse coste, abitanti della stessa spiaggia, da sempre conoscenti, che un giorno, per caso, si presentano. Erano ancora due sassolini quando tutto nacque ma forse fu proprio questo a permettere loro di legarsi, fu proprio il crescere assieme che li unì. Ma procediamo con calma.
Il primo sasso era molto brusco, chiuso, per certi versi timido ma sotto alcuni aspetti sicuro di sé, quella sicurezza che cercava di nascondere il suo animo, più timido che mai. Era stato deluso da tanti altri sassi in precedenza e il suo cuore di pietra non aveva intenzione di sciogliersi.
Il secondo sasso invece era una persona molto solare, da sempre circondata da amici, anche lui molto timido ma soprattutto molto aperto a nuove conoscenze.
Questi due, dal di fuori diametralmente opposti, erano in realtà legati da un sottilissimo filo di diamante, un filo quasi invisibile inizialmente, ma sempre più forte e grande con il passare degli anni. I due sassolini divennero rocce, crebbero insieme, piansero e risero assieme, si abbracciarono, si consolarono e ne passarono di tutti i colori.
Arrivo la stagione degli amori e come tutte le rocce i nostri due protagonisti andarono in cerca di qualcuno con cui condividere la propria vita. Sfortunatamente cercarono così lontano che il filo di diamante si nascose sotto la sabbia. Stupidamente uno dei due pensò che questo filo si fosse spezzato, di aver confuso il diamante con la lana e di aver fatto il suo solito errore di aprirsi a qualcuno che, comunque, gli aveva dato tanto. Le strade così si divisero, le rocce si vedevano ancora, di tanto in tanto, ma i rapporti erano distaccati e freddi come l’acqua dell’oceano. Arrivò un giorno in cui la roccia più solare si separò dalla sua sassolina e la roccia, che da brusca e chiusa divenne aperta e solare, come è nella sua vera natura, abbassò la testa e tornò con la coda tra le gambe (che non ha).
Come disse qualcuno, l’orgoglio non serve.
Fu così che le due rocce si avvicinarono ancora, e rispolverarono quel filo di diamante. Eppure la roccia più brusca era stata scalfita, era stata ferita. Ma passarono altri momenti ed altre occasioni che servirono alla roccia per guarire ed essere fiera e convinta della sua scelta. Momenti belli e risate si susseguirono ma venne il giorno in cui le rocce dovettero scegliere della loro vita, una scelta molto difficile e pesante che portò ad entrambi malumore e suscettibilità. Fu così che tutto ciò, mescolato a nuove sassoline, nuove amicizie e forti gelosie, provocò una nuova rottura.
La roccia tornò ad essere brusca come un tempo, ferita, quasi spezzata nel profondo, e quella dura pietra che aveva al posto del cuore, che lentamente andava sciogliendosi, s’indurì improvvisamente, senza preavviso. Eppure questa situazione gli stava stretta, di giorno era sereno, ma la notte piangeva, piangeva come non aveva mai pianto per un’altra roccia. Perchè quella roccia era davvero speciale. 

Ma si ricordò che qualcuno diceva che l’orgoglio non serve. 

Questo fece si che la roccia tornò di nuovo sui suoi passi, cercò ancora quel filo di diamante e lo trovò, un po’ scalfito, un po’ rovinato, a tratti fragile e a tratti robusto, ma ancora lì. Gli sembrò un miracolo.
Le due rocce si resero conto, infine, che tanto grandi ancora non erano e che, sotto sotto, c’era ancora qualcosa di quei piccoli sassolini che furono. Fu questo che permise loro di capire che il bene che si volevano, che si vogliono e che si vorranno, qualsiasi cosa succeda, va oltre ogni immaginazione, oltre ogni litigio, gelosia, fraintendimento, ragazza, parere o pensiero. Perchè è un bene che non fa solo parte di loro ma li costituisce e li costruisce ogni giorno di più.
E, pur essendo rocce, ogni tanto piangono anche loro. 

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